Anche questo è doping
7 agosto 2012
Quell’uomo solo al comando ha scoperto di essere solo un uomo. E adesso è un uomo solo. Quanto pesa l’oro di Pechino 2008, il più importante dell’atletica leggera azzurra? Se 21 grammi è il peso dell’anima, quella di Schwazer è stata schiacciata. Da una medaglia. Un cognome d’acciaio non è bastato a tenerlo in piedi, in questa marcia al contrario in cui ieri ha vinto. Perdendo tutto.
E’ troppo facile, adesso, chiamarlo vergogna. Da ieri l’azzurro più famoso del west è una somma di ex che stenderebbero Superman. Ex numero uno, ex primatista, ex eroe, ex bravo ragazzo, ex tutto. E’ l’untore che rischia di ammorbare lo sport italiano: ‘Pensavamo che fossi amore, invece eri un calesse’. Un commento lo ha seppellito. Per sempre.
Anche questo è doping. La reazione dell’opinione pubblica non conosce buon senso, non prevede la tenerezza, se hai fatto un errore. E’ più vigliacca della stessa azione, quella dose di Epo sparata in vena per restare giovane e combattere l’ignoto. Degli anni che passano e di questo Paese, che ti sta addosso fino a bruciarti. Perché tu eri tu, e gli altri niente. Fino a ieri sera. Eri il bianco degli altipiani che arrivava dappertutto, come un etiope. Costretto a rincorrere questa immagine in una gara che non sai correre. Perché l’unica cosa che hai fatto, dalla culla in poi, è marciare per milioni di chilometri. Lungo la strada.
E’ il Dopo che mette tutti i grandi campioni ko. Gente cresciuta senza 3D. Niente amici, niente serate, la nutella ti ingrassa, il vino ti rompe il fiato, le paglie ti rovinano. Domattina c’è la gara, dobbiamo andare. A un certo punto, a forza di correre lontano da tutto, ti ritrovi da solo. A dover vincere. O non sei nessuno.
Una parte di questo ragazzo – 73 chili di ossa tenuti in piedi dall’illusione di essere super – sperava profondamente di perdere. Il lato più oscuro di lui tramava da anni per farlo cadere. E c’è riuscito, nel modo più ignobile. Una rivincita su quella volontà insopportabile, su quel milione di ore passate per strada, sacrificando tutto. La vendetta dello Schwazer ragazzino: torturato dalla marcia, poi dal gossip, dai tg, dagli spot, dai soldi, dal mito. E’ così che una parte di lui ha scelto di farla finita. Non si tratta di aver barato. Gli avversari non c’entrano. Non c’entrano il Coni, lo spirito olimpico, la fiducia e le regole infrante. Perché stavolta Alex correva da solo. Contro se stesso. E avrebbe perso comunque.
di Redazione
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noiabbiamounacasa - 7/08/2012
Ok Schwazer ha sbagliato, ne pagherà le conseguenze, ma non deve pagarne più del dovuto. Ha ammesso le sue colpe, ha chiesto scusa, ora sta passando le ore più difficili della sua vita, non spariamogli tutti addosso. Siamo tutti bravi a puntare il dito contro gli altri quando sbagliano, a fare i perbenisti, i moralisti…poi quando siamo noi a sbagliare ci nascondiamo dietro i se, i ma, i però.
Dai Alex non mollare…
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diavoluccio - 7/08/2012
Per Schwazer poca pietà …ma per favore anche poco pietismo ! Cariera finita, vita rovinata, perdita del posto di lavoro….. gl ivogliamo anche sparare?? come al solito ai grandi amori seguono altrettanto grandi tradimenti… ha sbagliato e sarà squalificato, come Vinokourov ( oro), Justin Gatlin, e tanti altri….sconterà la sua squalifica e dopo aver pagato tornerà a gareggiare con gli stessi diritti degli altri ….oppure credete che a qualcuno le medaglie d’oro vinte da ex dopati facciano schifo ?? agli americani no….
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lucamvb9 - 7/08/2012
Io sono uno dei tantissimi ad aver esultato ed ad essere fiero delle tante vittorie di Alex Schwazer.E sono sempre uno dei tantissimi ad essere amareggiato da questa vicenda.Di certo,il colpo è duro.Ma non mi sento assolutamente di accusarlo in modo indegno:ha sbagliato,e ne pagherà le conseguenze.Già il fatto di aver ammesso tutto,di una carriera probabilmente finita,di un’onta di vergogna che lo accompagnerà chissà per quanto tempo,è una punizione forse fin troppo alta.Spero che,chi lo conosce davvero(ma anche noi piccoli tifosi che ci ricordiamo dei nostri atleti solo quando portano una medaglia),gli stia a fianco,perchè il momento è difficile e il futoro lo è ancor di più.Però una cosa potrebbe anche insegnarcela,tutta questa brutta storia:carichiamo troppa responsabilità i nostri atleti.Noi,gente comune,ci aspettiamo non che diano il massimo impegno,ma che portino medaglie,come se le vincessimo noi quelle medaglie.Ora,spero proprio che Alex si rialzi come uomo:deve capire che ora più che mai,noi gente comune siamo al suo fianco,aiutandolo.Perchè essere gente comune non è poi così male.
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lucadegrandis - 8/08/2012
inveci si!! Ci sono un sacco di altri atleti che vorrebbero avere i suoi sponsor, è finanziato dallo stato etc. IN GALERA!!! Difendere un uomo che non ha il corraggio di ammettere che non è abbastanz forte?! La forza è anche riconoscere le forze altrue e saper perdere!! Questo è sport!! Vorrei sapere cosa avrebbero scritto se fosse stato un calciatore della juve…
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padrone.macchia - 8/08/2012
Io sono uno che accetta qualsiasi errore tranne il doping, non tanto perchè è antisportivo o roba simile ma perchè è segno di debolezza. Mi dispiace per Schwarzer ma si è dimostrato un debole, un perdente, uno che non ce la fa a sopportare la pressione e questo per me è inaccettabile.
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psarth - 9/08/2012
Gente cresciuta senza 3D. Niente amici, niente serate, la nutella ti ingrassa, il vino ti rompe il fiato, le paglie ti rovinano. Domattina c’è la gara, dobbiamo andare. A un certo punto, a forza di correre lontano da tutto, ti ritrovi da solo. A dover vincere. O non sei nessuno.
Riflettete su questo paragrafo, voi che sparate a zero su questo giovane.
Quanto al commento di padrone.macchia, è orripilante, dovrebbe essere censurato. Il tuo commento è inacettabile, non Alex. Vergognati.
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diegocalcio - 9/08/2012
Complimenti a Roberto Ciarapica per questo articolo.
Con queste frasi “Quell’uomo solo al comando ha scoperto di essere solo un uomo. E adesso è un uomo solo.” ha sintetizzato tutto il disagio umano che anche un campione può attraversare.
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frankiebeerross - 9/08/2012
Buon giorno,io dico solo che avrà si sbagliato a scegliere la strada più facile e cadere nella trappola del doping,ma è stato ancora più uomo e coraggioso a presentarsi in conferenza stampa ad aprirsi in quella maniera e solo un atleta vero fà così e si è punito da solo dicendo……….basta.A lui il rispetto stop.!.
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Sinarchi - 9/08/2012
Doping a parte, Schwarz è un esempio.
Oggi si è andato a dimettere dal corpo dei CC senza alcuna condanna penale.
Prendessero esempio tutti i condannati che siedono in Parlamento.
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lucamvb9 - 9/08/2012
a tutti i detrattori di alex:
andate a risentirvi la confessione in conferenza stampa.
poteva uscirne pulito,ritirandosi e basta.come ha detto lui,può evitare 2 controlli senza dare spiegazioni.invece ha cercato,in qualche modo,di lanciare il suo grido di aiuto.sottoponendosi all’antidoping,sapendo che sarebbe stato positivo,ha mostrato il coraggio che mai nessuno ha avuto:
in molti,tempi addietro,gridarono al complotto per la loro positività .
lui no,e secondo me,ha avuto il coraggio che molti non hanno mai avuto:
quello di chiedere aiuto.perchè di questo si tratta:un ragazzo di 28 anni che chiede aiuto.quindi,miei cari,mettete nell’angolo le vostre false accuse e delusioni,e applaudite a chi sbaglia e chiede aiuto,perchè chi fà così mostra molto coraggio e per questo và rispettato.
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zampotek - 9/08/2012
caro Sig. Ciarapica uno dei migliori, se non il migliore “CE L’ABBIAMO CON…” che abbia mai letto. Equilibrato, crudo, sostanziale, vero. Complimenti, mi permetto di fare gli auguri a questo atleta che adesso che è ritornato un uomo deve imparare di nuovo a vivere.
Forza Schwarz
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Jami83 - 9/08/2012
Qualcuno disse: “Non basta cingersi il collo con una medaglia d’oro per definirsi campione. Il vero campione le medaglie le conquista tutti i giorni, quando si allena alacremente sotto la pioggia incessante o sotto il sole cocente, puntando su se stesso, dopandosi solo con i valori e i principi dello sport.
Ed è un campione, anche se non vincerà mai.”..
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Sinarchi - 10/08/2012
Ma dov’è sparito il commento di contatori?
Pubblicate solo i SI VENDE?
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skyslacker - 12/08/2012
articolo molto bello, doloroso ma vero! termina una carriera sportiva ma da ora l’uomo potrà solo rinascere per riappropriarsi della “sua” vita…….la cosa più importante! in bocca al lupo sig.Schwazer….
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lucadanuti - 14/08/2012
le parole migliori sono state quelle come al solito del grande GELINDO BORDIN , ha sbagliato come atleta ma non condanniamolo come uomo.X me Ha sbagliato,principalmente ha fatto del male a se stesso e alla sua famiglia e a chi gli credeva. adesso è il momento di aiutarlo lasciandolo tranquillo e facendolo vivere serenamente, tutto sommato nella vita non si vive di solo sport ma anche di piccoli gesti quotidiani, sicuramente la natura del Trentino e le persone che lo amano accanto lo aiuteranno a superare questo momento, forza alex è iniziata la marcia più lunga e faticosa, ma vedrai che vincerai e ne sarai pienamente orgoglioso.
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Tao_Mao - 16/08/2012
Il doping mediatico è ciò ke di più deleterio possa esistere in qst casi… l’importante è sbattere il mostro in prima pagina senza avere rispetto x l’individuo, x la dignità della persona a cui hanno apparentemente cucito addosso, come un vestito summisura, un personaggio quasi mitologico… vestito ke, sotto il peso dello sguardo attento e cinico del pubblico, al primo movimento brusco si dimostra stretto e nn può far altro ke lacerarsi… l’errore umano c’è ma invece di gettarlo nel lazzaretto mediatico bisognerebbe che qlcn ne comprendesse le origini, i motivi al fine di nn vedere una giovane vita bruciata x colpe, forse, nn solo sue!
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stefinho31 - 17/08/2012
ognuno fa quello ke crede, e poi deve essere disposto ad accettare le conseguenze. Ora mi kiedo, uno ke ha vinto l’oro senza doparsi, ke sa ke per vincere nn serve doparsi, perkè dovrebbe doparsi??? purtroppo al mondo ci sono milioni di atleti, nn tt fenomeni, ke per vincere sn disposti a tt. E sappiamo bene che il doping trasforma uno scarso in un fenomeno. Purtroppo lo sport a certi livelli porta con se molte ombre.
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jena ridens - 18/08/2012
È sempre facilissimo parlare da fuori, ma a tutti i bambini,sempre se si può, bisogna dare l’imput dello sport, che sia kricket che sia maratona, il difficile per tutti, ma questo è un problema del mondo in cui viviamo….,e sfido chiunque a dire di no, è, dire o far capire a chi lo fa che si fa per se stessi anche a livelli altissimi. quando uno non sela sente più deve dire basta! purtroppo è il mondo che non lo permette.
Alex, tranqillo….le palle che non avevi per dire basta le hai tirate fuori abbondantemente nel tuo momento peggiore, dopo, cosa che nomi piu grandi non hanno fatto!
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