La provocazione è uguale per tutti
9 maggio 2012
Torniamo indietro nel tempo: Berlino, 9 luglio 2006. La sera della finale mondiale, la sera di Italia-Francia. Zinedine Zidane, uno dei migliori calciatori del Mondo, reagisce con una testata ad una provocazione di Materazzi. Lo vede il guardalinee, o forse lo segnala il quarto uomo.
Zidane viene espulso, l’Italia vince il Mondiale. Il giorno dopo, nessuno, non solo tra i giornalisti specializzati, ma neppure tra gli aspiranti italiani al Nobel perla Letteratura, che sollevi il problema della provocazione di Materazzi: tutti a dire che no, non si deve reagire, soprattutto se sei un Campione, perché i bambini guardano, e la reazione è sempre più grave della provocazione, e bla,bla,bla,bla…. Leggi il seguito »
di Maurizio Pistocchi
Chelsea, la vittoria dei mediocri
25 aprile 2012
di Maurizio Pistocchi
Il grande segreto del Calcio, e del fascino che esercita, da sempre, su miliardi di persone, uomini, donne e bambini, di etnia e estrazione sociale differenti, sta probabilmente nel suo essere una straordinaria allegoria della Vita.
E proprio come nella vita ci sono gioie e dolori, buoni e cattivi, onesti e disonesti, generosi e egoisti, e non sempre i migliori fanno carriera, anche nel calcio può accadere che i piu’ bravi di sempre-il Barcellona di Pep Guardiola-siano eliminati dalla Champions League dal mediocre Chelsea di Di Matteo.
E, proprio come nella vita di ogni giorno, che questa eliminazione scateni la gioia dei poveri di spirito, sicuramente felici di poter ammirare, nella finale di Monaco, la grande qualità di giuoco espressa dai Blues. In fondo, contenti di condividere la miseria altrui.
Perché, aldilà di ogni analisi tecnica e tattica, un dato è indiscutibile: nelle due partite, tra Chelsea e Barcellona , c’è stato un abisso.
Un abisso di qualità e quantità, di idee e mentalità, di spettacolo e di coraggio.
Il Barcellona ha tirato in porta 47 volte, il Chelsea 8. Il Barcellona ha colpito 4 pali , ha sbagliato un rigore, ha avuto il predominio del giuoco con un possesso-palla del 75 %. Il Chelsea si è rifiutato di giuocare sin dal 1^ minuto della gara di Stamford Bridge.
E, a chi parla di coraggio, di giuoco da bambini contrapposto al calcio degli uomini, o di un Messi mediocre, occorre ricordare che il coraggio ce l’ha chi prende dei rischi, e che il giuoco da bambini ha portato agli azulgrana 14 titoli su 16 competizioni disputate, e a perdere solo due volte nelle ultime 63 partite : dovrebbe essere sufficiente anche per chi commenta solo il risultato.
Quanto a Messi, che non è un robot , rimane nettamente il miglior giocatore del Mondo: in una serata di scarsa brillantezza, si crea una occasione dopo due minuti (destro sul fondo), serve a Iniesta il pallone del2 a0, a Fabregas il triangolo che porta al rigore, che lui stesso sbaglia colpendo la traversa, e centra un clamoroso palo alla sinistra di Cech.
Tutto questo in una situazione tattica difficilissima, con un muro di dieci giocatori –prima, poi, dopo l’espulsione di Terry, 9-davanti alla porta difesa da Cech : qualcun altro avrebbe saputo e potuto fare meglio? Partendo dal presupposto che il giuoco del Barca non prevede il cross , ma si basa sul possesso-palla , le triangolazioni, il fraseggio ravvicinato e sulla tecnica individuale nell’uno contro uno, possiamo dire che al Camp Nou non abbiamo visto tutto questo? Oppure che il giuoco è stato quello di sempre, e che è mancata solo un po’ di fortuna? Certo possiamo anche rilevare che Puyol , all’andata, e Mascherano-due volte-al ritorno, hanno fatto, in fase difensiva, errori evitabilissimi e determinanti .
Ma possiamo –e dobbiamo-dire anche che questo Barcellona riconcilia chi ama il calcio con quello che questo sport dovrebbe essere, e che lo spettacolo di tecnica e di coraggio che Guardiola e i suoi ci hanno regalato in questi anni ( e anche ieri sera) merita qualcosa di piu’ di titoli come “Capolinea di un ciclo “ o “La rivincita del catenaccio”. John Galbraith , che fu consigliere di John Fitzgerald Kennedy e Richard Nixon, disse una volta: “La storia va sempre avanti, anche quando sembra esserci un ritorno al passato”.
Per questo il futuro è sicuramente ancora del Barcellona, della sua masia, il settore giovanile che sforna campioni, e del calcio creativo di Pep Guardiola. Che ha gia’ fattola Storia, è gia’ nella Storia.
Al Chelsea e a Di Matteo, onesto e fortunato, solo la Vittoria consegnerà un piccolo capitolo nel grande libro scritto da altri.
di Redazione
Gasperini capro espiatorio
28 marzo 2012
All’epoca del Tempio di Gerusalemme, il giorno dell’espiazione, due capri, assieme ad un toro, venivano portati sul luogo del sacrifico. Uno dei due veniva estratto a sorte e bruciato sull’altare sacrificale assieme al toro. Il secondo diventava il “capro espiatorio”. Il sacerdote poneva le sue mani sulla testa del capro e confessava i peccati del popolo d’Israele. Quindi il capro veniva portato via, lontano, nella natura selvaggia assieme ai peccati del popolo d’Israele e infine gettato da una rupe.
In senso figurato, il “capro espiatorio” è qualcuno a cui vengono attribuite tutte le responsabilità per una certa situazione. La ricerca del capro espiatorio, che nella storia ha conosciuto derive preoccupanti (i negri, gli ebrei, i disabili, gli omosessuali, le streghe ecc.) è un atto irrazionale, liberatorio: trovando il capro espiatorio si pensa di aver trovato la causa di tutti i mali, ci si assolve e si continua come se niente fosse. Leggi il seguito »
di Nicola Calathopoulos
Nicchi forte con i deboli
5 marzo 2012
Avete mai sentito il Signor Nicchi Marcello, dire ad Agnelli, Moratti o Galliani:”Sono problemi suoi”? Impossibile. Per fare il forte con i forti ci vuole una predisposizione e un coraggio che in pochi hanno. Il Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri non ce l’ha. Dopo lo scempio compiuto a San Siro una settimana fa, davanti alle rimostranze del Milan per il gol non visto, Nicchi si è affrettato a dire:” Siamo addolorati, dobbiamo riflettere.” La svista clamorosa dei suoi uomini rischia di decidere la lotta per lo scudetto e di orientare i destini della stagione di due super potenze del nostro calcio. Bene, cosa fa Nicchi? Ammette l’errore, si fa pecorella, si dice addolorato, insomma si scusa. Leggi il seguito »
di Nicola Calathopoulos
Roma 2020, Giochi proibiti
14 febbraio 2012
Olimpiade a Roma? No grazie, anche se il progetto non era male. Insomma il governo ha voluto addolcire la supposta indirizzata al comitato organizzatore sottolineando giustamente che, visto il momento difficile, garantire con i soldi dei cittadini un progetto ancora di là da venire sarebbe stato qualcosa di vicino a uno schiaffo alla miseria. D’altronde la lezione dei grandi eventi sportivi organizzati in Italia l’abbiamo imparata tutti. Leggi il seguito »
di Redazione
Scheletri nell’armadietto
12 ottobre 2011
di Giorgio Terruzzi
Fernando Alonso, pur dentro un anno difficile come questo, ha accettato volentieri, col sorriso, di diventare per qualche minuto collaboratore di Studio Sport XXL, presentando – seguito da una telecamera- tutti gli uomini che lavorano per lui alla Ferrari. Lo stesso ha fatto Valentino Rossi nel suo box. Bene. Leggi il seguito »
di Redazione
Kobe e il provincialismo italiano
30 settembre 2011
Il caso Bryant sottolinea ancora una volta limiti e provincialismo dello sport italiano. Nella fattispecie parliamo della pallacanestro che ha perso occasioni d’oro per fare il salto di qualità, per entrare nel cuore dei tifosi. Al di là dei risultati il successo di una disciplina sportiva poggia su nomi e volti dei personaggi che la praticano. Una volta c’erano Meneghin, Marzorati, Morse e Jura. Di recente l’ultima faccia in grado di “bucare” è stata quella di Pozzecco, che ha conquistato uno scudetto a Varese, che ha pure vinto un argento all’olimpiade. Leggi il seguito »
di Redazione
Magnini riflesso di Fede
26 settembre 2011
di Luca Budel
Ultima medaglia d’oro? Mondiali di Melbourne 2007, 100 stile libero la specialità. Poi Filippo Magnini si è trasformato in una comparsa di lusso nel panorama delle velocità in piscina. Tanto per dire quest’anno a Shanghai non è nemmeno entrato in finale. Quindi? Visto che le prestazioni in acqua sono quelle che sono senza grandi prospettive per il futuro, anche perché Magnini ha quasi trent’anni, meglio investire sull’immagine vivendo nel riflesso di una fidanzata decisamente più famosa e più in palla quando si tratta di avere a che fare con il cronometro. Leggi il seguito »
di Redazione
Avete rotto la Pelle
29 luglio 2011
Con chi è fidanzata Federica Pellegrini? E chissenefrega! Parliamo d’altro, dei risultati, del numero esagerato di medaglie che la bionda porta a casa. Invece no. Messi da parte gli ori in numero di 2 riecco il solito gossip, disciplina che in Inghilterra va di brutto e le conseguenze estreme le vadiamo ora. D’accordo gli atleti sono personaggi pubblici, ma nella professione esercitata – in acqua, sull’erba, in pista – hanno bisogno di una buona dose di tranquilità. Leggi il seguito »
di Redazione
Sconfitto, ma sempre vincente
28 aprile 2011
Calcio crudele. Come sempre. Una settimana fa tutti a esaltare il grande stratega Mourinho. Ora coro unanime a criticarlo. Dopo la Coppa del Re, dopo il primo titulo dei blancos, c’era la coda di commenti positivi: “Bravo quel Mou che sa come creare problemi alla squadra più forte del mondo”, “Geniale l’idea della squadra senza centravanti!”, “Pepe davanti alla difesa l’idea vincente”, “Con l’Inter e col Real, è Mou l’anti-Guardiola”, questa la sintesi dei pensieri post-Valencia di buona parte della critica. Leggi il seguito »
di Alberto Brandi


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